Artigianato & Pelletteria
Un archivio di documentazione sulle lavorazioni artigianali del cuoio in Italia: dalle vasche di concia vegetale nelle botteghe toscane alle finiture realizzate dai maestri pellicciai di Solofra e Arzignano.
Approfondimenti
Tre percorsi di lettura sulle lavorazioni del cuoio: le tecniche di concia, i distretti produttivi storici e le finiture artigianali che distinguono la pelletteria made in Italy.
Concia Vegetale
Il Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale certifica da decenni le produzioni dei circa 600 conciatori attivi nella valle del Chiampo, nel Comprensorio del Cuoio pisano-senese e a Solofra. La denominazione garantisce l'assenza di metalli pesanti e l'uso esclusivo di tannini di origine vegetale.
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Processo produttivo
La trasformazione della pelle bovina in cuoio di qualità richiede tra le otto e le dodici settimane nelle concerie artigianali. I passaggi di rinverdimento, calcinazione, depilazione e decalcinazione precedono la concia vera e propria, che nelle botteghe tradizionali avviene in fosse di pietra riempite con estratti di castagno, mimosa o quercia.
Dopo la concia, il cuoio viene essiccato, rifinito con grassi naturali e poi consegnato ai pellicciai per le lavorazioni successive. Ogni fase incide sul tatto finale, sulla resistenza e sull'aspetto della superficie.
Leggi l'articoloProdotti artigianali
I distretti italiani coprono un'ampia gamma di manufatti in pelle: dalla calzatura alla pelletteria fine, dalla selleria agli accessori moda.
Portafogli, borse, cinture e accessori realizzati a mano nelle botteghe fiorentine e vicentine con cuoio vegetale certificato.
La calzatura cucita a mano — come il mocassino napoletano e lo stivaletto toscano — rappresenta uno dei segmenti storici del made in Italy.
Finimenti, briglie, selle e articoli per l'equitazione sono tra le produzioni più antiche dei conciatori di Arzignano e della Campania.
Il comparto pelli-cuoio genera circa 3,5 miliardi di euro di fatturato annuo. Tre poli produttivi concentrano la maggior parte della lavorazione: il Comprensorio del Cuoio in Toscana, la Valle del Chiampo in Veneto e il distretto di Solofra in Campania. Ognuno ha sviluppato specializzazioni distinte per tipologia di pelle trattata e destinazione finale del prodotto.
Leggi il reportageLavorazioni a mano
Nella bottega artigiana, la finitura non è una fase meccanica ma un insieme di operazioni manuali che determinano l'aspetto e la durata del manufatto. La bordatura con il trafilatore, la brunitura con l'osso di cetaceo e la patinatura a cera d'api richiedono anni di pratica e si trasmettono per tradizione orale da maestro ad apprendista.
Le finiture chimiche della produzione industriale offrono uniformità e velocità, ma non riproducono l'effetto visivo né la resistenza all'usura che il cuoio ottenuto con tecniche tradizionali sviluppa nel tempo.
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